IL PRINCIPE

Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti 
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?

 


 

VALSE BRILLANTE

Una danza di Chopin irrompe nella sala,
una frenetica, scatenata danza,
Le finestre riflettono aria di tempesta,
una corona appassita orna il pianoforte.

Il pianoforte tu, il violino io,
così suoniamo e non finiamo mai
ed aspettiamo ansiosi, tu ed io,
chi romperà per primo l'incantesimo.

Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo
e spingerà via da sé i lumi,
e chi per primo farà la domanda
alla quale risposta non c'è

 


 

IO TI CHIESI

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste

 


 

PERCHE' TI AMO

Perche' ti amo, di notte son venuto da te
cosi' impetuoso e titubante
e tu non me potrai piu' dimenticare
l' anima tua son venuto a rubare.

Ora lei e' mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potra' salvare

 


 

SONO UNA STELLA

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala.

 


OCCHI SCURI

Oggi in questa notte calda
dolce come il profumo di fiori esotici,
svegliati ad una vita che scotta.
La mia nostalgia ed il mio amore
è tutta la mia fortuna e sfortuna
è scritta come una muta canzone
nel tuo sguardo oscuro da fiaba.
E' la mia nostalgia ed il mio amore,
sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore,
si è costruito nei tuoi occhi oscuri
un segreto trono da re.

 


DESIDERIO

Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d'acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.
Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un'altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.
Una limpida quiete
e i nostri baci là
- sonori vezzi
dell'eco -
si schiuderebbero assai lontano.
Il tuo cuore appassionato
e niente più.

 


IL MIO AMORE

Tace e si ricorda con pensieri pieni di tristezza dei suoi morti lontani.
Lo ho offerto a parecchi, nessuno però lo ha voluto.
L'ho messo in vendita in tutte le vie,
nessuno lo ha voluto - non sa ridere!
Cosa devo fare col mio amore?
Lasciare lo voglio ai miei morti.

 


 

AMO LE DONNE

Amo le donne, che mille anni fa da poeti erano amate e celebrate.
Amo le città, le cui mura vuote piangono le famiglie reali di tempi remoti.
Amo le città, che risorgeranno quando dell'oggi non vivrà più nessuno.
Amo le donne - snelle, meravigliose, che ancora non nate riposano nel grembo degli anni.
Assomiglieranno allora con le loro bellezze pallide come le stelle alle bellezze dei miei sogni

 


 

SENZA DI TE

Il mio cuscino mi guarda di notte con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano,
le mie mani per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi -
e all'improvviso son sveglio, e intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella - o tu dove sono i tuoi capelli biondi,
dov'è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro esser solo esser solo e senza di te!

 


 

BAGLIORI SOFFUSI

Bagliori diffusi lampeggiano lontano,
il gelsomino con insolite luci risplende
come una timida stella pallida nei tuoi capelli.
Al tuo magico potere, dolente e privo di stelle
sacrifichiamo baci e rose, o notte ansiosa e calda.

Baci infelici e spenti, di cui, appena dati, ci pentiamo -
rose che in un triste ballo spargono petali quasi avvizziti.
Notte, senza rugiada amore senza fortuna e senza lacrime!
Su di noi un temporale incombe, e lo temiamo e lo desideriamo.

 


 

VAGANDO NELLA SERA

Sulla strada polverosa, a tarda sera me ne vado,
ombre di muri cadono oblique, e tra i sarmentivedo la luce della luna su sentiero e ruscello.

Canzoni che un tempo ho cantato riprendo a intonare sommessamente,
di innumerevoli viaggi errabondi ombre si incrociano sulla mia via.
Vento e neve e vampa assolata di molti anni risuonano a me,
notti d'estate e azzurribagliori, tempesta e di viaggi aperità.

Cotto dal sole ed imbevuto dalla pienezza di questo mondo
più oltre ancora mi sento attratto
finchè il mio cammino sprofondi nel buio.

 


 

MONDO SPLENDIDO

Sempre e poi sempre , o vecchio o giovane torno a avvertire:
una montagna notturna e al balcone una donna silenziosa,
bianca una strada al chiaro di luna in lieve pendio
e ciò mi lacera il cuore nel petto atterrito di struggimento.
O mondo ardente, o tu chiara donna al balcone,
cane che abbai nella valle, treno lontano che passi,
come mentite, come atroci ingannate me ancora,
e pur tuttavia voi siete sempre il mio sogno e delirio più dolce.
Spesso ho tentato la strada per la tremenda "realtà"
dove hanno valore mode, assessori, leggi, e denaro,
ma solitario mi sono involato, deluso e liberato,
verso là dove sogno e beata follia zampilla.
Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori,
dove riecheggia per me la tua voce.

 


 

IL VIANDANTE DELLA MORTE

Anche da me giungerai un giorno, non mi dimentichi,
s'infrange la catena ed il tormento avrà una fine.
Sembri ancora lontana ed estranea sorella morte,
sovrasti come stella gelida al mio destino.

Ma un giorno ti farai vicina, ricolma di fiamme sarai.
Vieni amata, sono qui, prendimi, sono tuo.

 


 

A SERA

A sera vanno le coppie di amanti lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli, commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni dormono sonni profondi e lunghi.
Ognuno compie le proprie azioni adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti - eccetto me?
Certo! Neppure delle mie azioni serali delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi, anch'esse hanno un senso.
E così affondo e risalgo, danzo nelll'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso, bevo vino fantasticando di essere un pascià,
avverto noie ai reni, sorrido e bevo anche di più, dico si al mio cuore
(al mattino non è possibile) da dolori del passato giuocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato e via con loro mi sento andare non importa dove.

 


OCCHI SCURI


e' scritta come una muta canzone
nel tuo sguardo oscuro da fiaba.

E' la mia nostalgia ed il mio amore,
sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore,
si e' costruito nei tuoi occhi oscuri
un segreto trono da re.

 


 

CADUCITA'

Su me dall'albero della vita
foglia su foglia cade.
O variopinto mondo senza senso
come ci rendi sazi,
sazi e stanchi
come ci rendi ebbri!
ciò che ancor oggi arde
sprofonda presto.

Presto sibila il vento
sulla mia bruna tomba,
si reclina la madre
sul suo figlioletto.

Gli occhi suoi voglio rivedere
il suo sguardo è la mia stella,
tutto il resto vuol dileguare e sparire,
tutto muore, tutto muore volentieri.

Resta solo l'eterna Madre
dalla quale noi venimmo,
nell'aria labile le sue dita
giocano a scrivere il nostro nome.

 


 

PIOGGIA

Pioggia fiacca, pioggia estiva
dai cespugli rumoreggia, rumoreggia dagli alberi.
Com'è bello e benedetto
sognare ancora a sazietà.

Fuori a lungo me ne stetti nella luce,
desueta mi è quest'onda:
dimorare nel proprio intimo
da nessuna terra estranea essere attratto.

Niente desidero. niente bramo,
accenno lievi canti infantili,
stupido a casa sono approdato
nella vaghezza calda dei sogni.

Cuore, come sei lacerato dalle ferite,
come sprofondi cieco e beato
di non pensare, di non sapere,
solo alitare, solo sentire.